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Giornata della Memoria: incontro con Franco Perlasca, figlio di Giorgio Perlasca

Pubblicata il 16/01/2018

Per la Giornata della Memoria 2018 il Comune di Arsiero ha l’onore di celebrare la figura di Giorgio Perlasca, un italiano come tanti, come lui stesso amava definirsi, ma capace di salvare più di 5000 ebrei dallo sterminio e di incarnare la storia come maestra di vita.

L’appuntamento è per venerdì 19 gennaio, alle ore 20.30, nella Sala Conferenze Municipio (Ala sud-ovest): interviene Franco Perlasca, figlio di Giorgio, per raccontare un uomo e un padre così speciale.
Il programma della serata prevede, letture: Valeria Pegoraro interventi musicali con Chiara Veronese, Francesco Dalla Via, Lorenzo Dal Molin, Tommaso Lovato.

La Giornata della Memoria è stata ufficialmente e per legge istituita dallo Stato Italiano in commemorazione delle vittime dell’Olocausto e della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche.

 
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare

 
Cenni di vita e di storia – GIORGIO PERLASCA

La figura di Giorgio Perlasca non può e non deve essere dimenticata.

Ha salvato più di 5000 ebrei e per tanti anni ha mantenuto su questo il silenzio: queste azioni e questa scelta lo fanno entrare nella storia in maniera speciale, unica e autorevole.

Italiano, di famiglia borghese, aderì inizialmente al fascismo con entusiasmo e, dopo aver abbandonato gli studi, partì volontario per l’Abissinia.

Nel 1936 si recò in Spagna per combattere a fianco dei franchisti, ma alla fine ritornò deluso e critico nei confronti di Mussolini e di Hitler.

Dopo varie peripezie, alla fine del 1942 Perlasca si stabilì a Budapest dove lavorò come impiegato per conto di un’azienda italiana che commerciava carni, la SAIB, Società Anonima Importazione Bovini. Dopo l’occupazione tedesca dell’Ungheria, avvenuta nei primi mesi del 1944, Perlasca finì con l’essere ricercato dai nazisti, ma egli riuscì abilmente ad avere dall’ambasciatore spagnolo un passaporto ed un certificato con la qualifica di funzionario di quell’ambasciata. Con altri diplomatici neutrali egli inizia a radunare parecchi ebrei ungheresi in edifici di proprietà delle ambasciate per proteggerli dalla follia nazista.

Il 29 novembre l’ambasciatore spagnolo Angel Sanz Briz fuggì da Budapest lasciando l’ambasciata in balia dei tedeschi, e così Perlasca decise di prendere il suo posto, fingendosi un diplomatico spagnolo; da questo momento in poi egli lavora incessantemente insieme ai suoi aiutanti per fornire agli ebrei assistenza, cibo e documenti spagnoli falsi.
Questa situazione precaria si protrasse fino all’arrivo a Budapest delle truppe sovietiche, che liberarono la città dai tedeschi; la vicenda di Perlasca è, dunque, significativa perché riguarda un uomo comune che, anziché fuggire alle prime avvisaglie di pericolo, si inventa un ruolo come diplomatico di uno stato neutrale che lo porta a rischiare più volte la propria vita.

Giorgio Perlasca restò praticamente sconosciuto fino al 1987, quando qualcuno si ricordò di lui, e così egli fu insignito di molte riconoscenze, ma in particolare fu riconosciuto “Giusto tra i le Nazioni” dall’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme, dove si recò anche nel settembre del 1989 per piantare un albero nel “Parco dei Giusti”, in cui migliaia di piante ricordano i nomi di tutti coloro che aiutarono gli ebrei durante gli anni dello sterminio.
Il suo albero fu piantato in un luogo di grande prestigio, ossia subito dopo quello piantato in onore di Simon Wiesenthal, il cacciatore dei criminali nazisti.

Nel 1995 venne scritto da Enrico Deaglio un libro che narra la sua storia, intitolato:”La banalità del bene”, proprio per evidenziare che il bene può essere fatto da chiunque, anche da una persona semplice come Perlasca,che con la sua semplicità e spontaneità riuscì a salvare migliaia di ebrei da morte certa.
 

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