CHIESA
ARCIPRETALE DI SAN MICHELE ARCANGELO
Probabilmente
sorta come cappella annessa al castello e dipendente dalla Pieve di S.
Giorgio di Velo D'Astico.
L'attuale costruzione fu eretta tra il 1761 e il 1764; gravemente
danneggiata durante la I^ Guerra Mondiale, fu successivamente
restaurata
con l'aggiunta anche dell'organo De Lorenzi del 1847. Conserva la
grandiosa pala de "L'apparizione di San Michele Arcangelo".
L'ORGANO
DE LORENZI DELLA CHIESA DI S.MICHELE ARCANGELO DI ARSIERO
Lo
strumento della Parrocchiale di Arsiero
é stato costruito nel
1847 da Giambattista De Lorenzi per la Cattedrale di Vicenza, ivi
trasferito nel 1928 dalla ditta Zordan. Ciò si era reso
necessario in quanto la chiesa ed il precedente strumento avevano
subito notevoli danni con i bombardamenti della I^ Guerra Mondiale
mentre la Cattedrale già dal 1923 aveva sostituito questo
strumento con un grande organo della ditta Balbiani.
Inizialmente
fu collocato dietro l'altare maggiore, in seguito fu costruita una
adeguata cantoria sopra il portale di ingresso dove fu nuovamente
trasportato.
I diversi interventi che si sono succeduti hanno
modificato lo strumento originario, citato allora dal Trissino come
"Organo
pressochè di prima classe, che si distingue oltre alla
purezza delle voci per molte altre novità introdotte,
specialmente del violoncello a corda e della Voce sensibile".
Infatti
il Zordan nel 1928 ritoccò pesantemente la composizione
fonica;
eliminò le mutazioni, le ance dell'organo espressivo e del
pedale, inserendo i registri di Viole e Voce celeste, secondo il gusto
del tempo.
Ad esso seguì un intervento
dell'organaro
Zarantonello e nel 1963 di Alfredo Piccinelli di Padova, il quale
operò su questo strumento il primo restauro conservativo in
diocesi di Vicenza, limitandosi ad una pulitura, sistemazione della
meccanica, sostituzione di una Viola dell'organo espressivo con le
canne che trovò nel Flauto in XII.
Nel 1996 fu affrontato
un restauro più impegnativo dalla ditta Ruffatti di Padova,
rientrato nel "Progetto
beni artistici e culturali" (1995-96) della
Fondazione Cariverona. Furono ricostruiti alcuni registri di cui si
conservavano alcune canne, quali la Cornetta, la Flutta soprani ed il
trombone del pedale.
Il De Lorenzi di Arsiero, protagonista di
tante memorie ed illustri elogi, merita di essere conosciuto e
valorizzato, anche se purtroppo oggi la sua originale fisionomia
é profondamente modificata.
Descrizione:
Due manuali di 58 tasti (DO1 - La5), con prima
ottava cromatica.
Pedaliera di 25 tasti (DO1 - DO3), reale per le
prime dodici note mentre la seconda ottava è in ripetizione
della prima.
Trasmissione meccanica.
I
registri del Grand'Organo, azionati da manette spostabili lateralmente,
si trovano sul lato destro delle tastiere, disposti su due colonne, una
per i registri di Ripieno e l'altra per quelli di Concerto. I registri
dell'Organo espressivo sono invece disposti sul lato sinistro delle
tastiere con manette spostabili lateralmente.Il punto di visione tra
bassi e soprani si verifica tra il DO diesis3 e il RE3.
Sul lato
destro della pedaliera vié inoltre la Combinazione
preparabile e
la combinazione fissa, azionata da un unico pedaletto "a due punti".
L'ultimo pedale (il DO3) aziona il
Timballi.
Composizione fonica:
Gand'Organo
(tastiera superiore)
Trombe
8'B Principale 16'B
Trombe
8'S Principale 16'S
Corno Inglese
16'S Principale 8'B
Clarone
4'B Principale 8'S
Voce
umana Ottava 4'B
Flutta
8'S Ottava 4'S
Flauto
4'B Duodecima 2-2/3
Flauto
4'S Decimaquinta
Flauto in XII
B Decimanona
Flauto
XII S Vigesimaseconda
Flautino
2'S Vigesimasesta
Cornetta Vigesimanona
Violetta 4'B
Organo
Espressivo (tastiera
inferiore)
Principale 8'B. e S.
Viola 8'
Basso
Viola 8' Soprano
Violetta 4'
Flutta 8'S
Bordone
8'Basso
Bordone 8'Soprano
Flauto traverso S
Flauto
XIIS
Voce celeste 8'
Pedale
Pedaletti
Contrabassi
16' Unione
tasto pedali
Ottava di
Contrabbassi Unione tastiera
Basso
armonico Espressione del II organo
Violoncello Ripieno
Trombone Terza mano
Timballi Tremolo
Sul
listello frontale della tastiera si notano le belle decorazioni in
ottone, espressione del notevole gusto neoclassico del De Lorenzi,
mentre al centro si trova l'epigrafe a stampa della ditta Zordan:
JO. BAPT. DE LORENZI
fecit an. 1847
FAMILIAE ZORDAN
an. 1892 instaurarunt - reformarunt an. 1928
Giambattista
De Lorenzi nacque a Schio il 12 marzo 1806.
A
diciannove anni costruì il suo primo organo per la Basilica
dei SS. Felice e Fortunato.
Intorno
al 1830 si stabilì a Vicenza in contrà
S.Domenico;
sposatosi il 6 settembre 1830 a Codogè (Treviso) con Maria
Tron,
ebbe sei figli di cui soltanto Antonio Luigi divenne organaro.
Artista
ancora insuperato nell'arte organaria, il De Lorenzi rappresenta una
delle figure più interessanti e curiose sia per i
significativi
traguardi raggiunti con la sua opera che per la versatilità
culturale non comune a questa professione. Organaro, inventore,
scrittore e poeta, il De Lorenzi ha lasciato una straordinaria
testimonianza della sua arte attraverso gli strumenti che ancora oggi
sentiamo suonare in diverse chiese della città e della
provincia, organi perfettamente funzionanti, alcuni bisognosi di
restauro, meta di numerose visite da esperti di tutto il mondo. A
Vicenza basta ricordare quelli dell'oratorio e Chiesa dei Filippini,
del Tempio di S.Corona, della Chiesa di S.Giuliano, mentre in provincia
solo per citarne qualcuno merita di ricordare quelli di Malo, Tonezza,
Longare, Agugliaro.
L'attività di questo
illustre
organaro ha superato i confini della nostra provincia arrivando alle
città di Treviso, Belluno, Padova, Conegliano, Pordenone,
Trieste, Verona, Cremona, e molte altre località.
Molti
strumenti sono giunti a noi attraverso interventi più o meno
pesanti degli organari che gli sono succeduti.
Inventò
il sistema fonocromico per
ottenere l'espressione del suono; esso si ottiene con una doppia canna
per tasto, al primo scatto parla la prima canna per ottenere
il piano e
con l'abbassare totale si aggiunge anche la seconda canna ottenendo il forte, un tentativo
per rendere dinamico il suolo dell'organo.
A
tutt'oggi De Lorenzi rimane l'unica vera grande personalità
nell'organaria dell'800 veneto e uno dei più illustri
artefici
nel panorama italiano della sua epoca.
Fino al 30 agosto 1881,
De Lorenzi giunse a fabbricare complessivamente 180 organi (organi
nuovi e restaurati).
Sicuramente la sua arte
influenzò un altro Giovambattista organaro, il capostipite
della famiglia Zordan.
Tra i suoi scritti merita
ricordare:
"Intorno
ai registri di Concerto" in Gazzetta privilegiata di Venezia ",
1 ottobre 1839; "Studio
sull'organo della voce umana.memoria letta all'Accademia Olimpica di
Vicenza nell'adunanza del 2 maggio 1847 con qualche aggiunta ed una
tavola" Vicenza, Longo 1847;
"Descrizione
del
Timpàntono, inventato da Gio.Battista De Lorenzi"
in Gazzetta privilegiata di Venezia, 23 luglio 1847
"Studio
del temperamento
equabile e il metrofono" in Atti del R.Istituto
veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Venezia, Antonelli 1870.
Ricevette
numerosi premi e riconoscimenti:
1851: per l'invenzione
dell'organo fonocromico, presso l'Istituto Lombardo di scienze, lettere
ed arti.
1855: premio all'Esposizione Internazionale di
Vienna
per l'organo del Duomo di Schio (oggi non più conservato)
1856:
premio all'Esposizione Internazionale di Parigi
1856: Medaglia
d'oro dall'accademia Olimpica di scienze, lettere ed arti di Vicenza
1857:
Medaglia di I classe per meriti civili dell'Ist. Arti unite di Parigi
Premio
dal Re V. Emanuele II
Morì a Vicenza il
25 dicembre 1883.
*****
L'Associazione
Culturale Mousikè, in collaborazione con l'Ufficio Beni
Culturali della Diocesi di Vicenza, ha realizzato le Celebrazioni per
il bicentenario della nascita di G.B. De Lorenzi (2006) prolungandole
nel 2007 per valorizzare i seguenti strumenti:
Vicenza:
-
Chiesa di S.Filippo Neri, De Lorenzi 1835- Zordan 1895;
-
Oratorio di S. Filippo Neri, De Lorenzi 1845;
- Chiesa di
S.Giuliano, De Lorenzi 1843;
-
Basilica dei SS. felice e Fortunato, oggi Tamburini del 1972 ma sede
del primo strumento costruito dal De Lorenzi nel 1825, oggi
non
più esistente;
- Chiesa di S.Stefano, De lorenzi
(?) - Zordan 1901;
- Tempio di S.Corona, De Lorenzi 1855
Longare:
Chiesa di S.Maria Maddalena, De Lorenzi 1850;
Arsiero: Chiesa
di S.Michele Arcangelo, De Lorenzi 1847 - Zordan 1928
Margherita Dalla Vecchia, ottobre 2007
Bibliografia:
-
Sandro Dalla Libera, L'arte degli organi nel Veneto: la diocesi di
Ceneda, Venezia-Roma 1966;
-
V. Bolcato, Per una storia dell'organo a Vicenza in Numero unico edito
in occasione dell'inaugurazione del nuovo organo del Conservatorio
"A.Pedrollo", Vicenza 1989;
- G. Piazza, Giovanni Battista De
Lorenzi nella storia organaria vicentina nel bicentenario della
nascita, Schio, 2006
SANTA
MARIA DELL'ANGIADURA